27/04/15

Liberazione, in musica


La mia è una passione musicale che mi porto dietro da molto più di un trentennio.
L'Alan Parsons Project rappresenta la summa delle emozioni sonore che normalmente io ricerco nell'ambito del rock progressive, nonostante il Project non venga catalogato come 'progressive' dai veri puristi. Potremmo dire un 'rock sinfonico' o un 'pop impegnato', ma io continuo a pensarlo come progressive. Tutto 'sto pippone per dire che, nonostante nell'arco dei 12-13 anni di vita del progetto (dal 1975 al 1987, con 10 Album ufficiali ed un esercito di 'Best of'), Parsons e soci non si erano mai esibiti dal vivo, restando in una misteriosa ombra che male non ha fatto alla loro leggenda musicale.
Tuttavia, dopo la separazione dei due soci fondatori, Woolfson e Parsons, il primo si è consacrato al musical, dove ha potuto esprimere al massimo la sua vena compositiva, mentre il secondo (più architetto del suono che musicista) ha scoperto il piacere di esibirsi dal vivo.
Fu enorme la mia sorpresa quando, nel 1995, facendo zapping in televisione, mi imbattei casualmente in un concerto trasmesso su Telemontecarlo, dove riconobbi alcune facce note. Si trattava del World Liberty Concert, tenuto ad Arnhem in Olanda, l'8 maggio '95, per commemorare il 50° anniversario della Liberazione dell'Europa. Un evento di 12 ore, con 85.000 persone presenti (record per un concerto in Olanda) e trasmesso nella versione broadcast in 45 paesi, dei quali 31 live.
Moltissimi artisti, fra i quali Joe Cocker, Cindy Lauper, UB40, Art Garfunkel, tutti supportati dall'Alan Parsons Band.
Il video qui sopra rappresenta un collage di circa mezzora dei pezzi dell'Alan Parsons Project.
Viva Alan Parsons. Viva la Liberazione!
Haldeyde

26/04/15

Prescrizione lunga, divorzio breve


All'insegna della velocità imposta dal turboRenzi, ora anche divorziare sarà rapidissimo.
Haldeyde

24/04/15

25 Aprile


Intanto Renzi comincia con la Liberazione dalla minoranza del PD.
Gioco facile.
Haldeyde

23/04/15

L'imbarazzo e l'impotenza

Ciao. Non aspettatevi che dal ristretto cilindro della mia pigrizia io tiri fuori un pippone sull'argomento strage di migranti e risvolti sociopolitici. Non ne sono all'altezza e fra l'altro è quasi mezzanotte, ho sonno e domani è una giornata pesa.
Sì, mi inorridisce che ogni tanto affondi un barcone trascinandosi centinaia di poveretti sul fondo.
Sì, mi inorridisce che al tempo di Gheddafi non vedevamo tutti questi barconi sul fondo del mare, ma sapevamo benissimo che il deserto era pieno di cadaveri di gente che a salire sul barcone non ci era arrivata. Però la nostra coscienza era un po' più pulita, perché se l'africano muore ammazzato e torturato e stuprato in Africa sono tutti cazzi degli africani, ma se affoga mentre tende le mani all'Europa allora è un tantino imbarazzante. Un po' come se la scoreggina la molli in bagno oppure ti scappa in salotto davanti agli ospiti: non è elegante.
Sì, mi inorridisce lo sciacallo Salvini, ma non ha torto quando dice che dietro a tutta questa ipocrisia c'è chi si arricchisce alle spalle dei migranti e chi se ne sbatte magari dei poveri disperati italiani da generazioni. 
Sì, mi rompe un po' il cazzo anche chi tira in ballo la storia che anche noi italiani eravamo migranti: tutto vero, io perfino ho dei parenti che sono emigrati in Brasile nel dopoguerra ed hanno fatto letteralmente fortuna. Ma sono contesti differenti. Noi si andava in un continente vuoto con infinite prospettive di lavoro. Portavamo forza lavoro e know-how, anche noi trattati come vermi puzzolenti. Qui c'è un traffico di uomini, di disperati che arrivano in una Europa strapiena e bollita con il primo obbiettivo di farsi accogliere e nutrire, mica di insegnarci il neutrino. In tutto quest pochi maledetti si arricchiscono sulla loro pelle, e non solo in Africa. Lo so che sto prestando il fianco ad una infinita serie di obiezioni sul mio potenziale humus razzista, ma chi mi conosce sa anche il mio disagio ad affrontare questi argomenti con la necessaria diplomazia e distacco. Se appaio razzista, o leghista, è perché mi esprimo male. Non lo sono, anche se mi stanno sui maroni gli extracomunitari che non pagano il biglietto in treno e ti mettono i piedi sotto il naso. Così come rispetto quelli che seguono le mie stesse regole, né più né meno. Ma sto andando alla deriva.
Non si parlava di integrazione. Si parlava di come arginare il fenomeno dell'invasione clandestina. Perché è questo il problema, anche se lo nascondiamo dietro ad un velo ipocrita di necessità umanitaria. Fermiamoli a casa loro perché non possiamo permettere che muoiano affogati sotto gli occhi indifferenti dell'Europa cinica e meschina. Ma che cazzo dite? Dite Fermiamoli e basta. Così come ai tempi dell'amico Gheddafi, che li intercettava ed ammazzava per conto nostro, mentre stavamo in salotto a bere té coi pasticcini. Ma come cazzo si fa a dire a dei poveracci, che si impegnano tutti i loro averi di generazioni per affrontare un viaggio di mesi nel deserto, nel mare, umiliati, torturati, violentati, picchiati, derubati, con il solo scopo di scappare da tutta quella merda "State lì perché non possiamo permettere che rischiate di affogare". Oppure, ancora meglio, bombardarli, loro con i barconi, per il loro bene. Come si fa?
Ma la cosa che mi fa incazzare è che neanch'io so cosa sarebbe giusto fare.
Respingerli? No di certo, mica siamo dei nazisti.
Accoglierli tutti, con un grande "welcome" stampato sulla fronte? E come facciamo, con tutti i nostri pensionati che scavano nei bidoni della immondizia.
Bombardarli? Ma siamo matti?
Aiutarli a casa loro? Come?
Insomma, si è fatta una certa ora ed io ho fatto casino, come sempre mi succede quando affronto un tema troppo impegnativo dei miei quattro neuroni.
Fate finta che non abbia scritto niente e che era solo un mio sfogo.
Lo sfogo di frustrazione di uno che non sa cosa sarebbe meglio fare.
Un abbraccio.
Haldeyde

09/04/15

Un caso di auto-plagio


Leggo la notizia e penso:"Ma guarda, proprio l'uomo giusto al posto giusto!". Poi leggo di Matteo Orfini che tuona contro questa conferma di Gianni de Gennaro alla presidenza di Finmeccanica, dicendo che è vergognoso, ma intanto Renzi dice che va bene lì dov'è, eccetera eccetera.
Penso alla vignettina qui sopra, la trovo simpatica, magari un po' telefonata, ma tant'è.
Poi aggiungo le etichette, i cosiddetti tag, e noto che sia "De Gennaro", che Finmeccanica" erano già memorizzati. Allora, preso dalla curiosità, vado a vedere in quale altro post avevo citato De Gennaro e Finmeccanica. E ci trovo questo di luglio 2013:
http://haldeyde.blogspot.it/2013/07/il-massacro-perfetto.html

con annessa vignetta:

Insomma un auto-plagio, un clamoroso caso di povertà di ispirazione, una penosa dimostrazione di come con gli anni un cervello possa andare in pappa.
La stessa identica battuta ad un anno e mezzo di distanza. 
Non solo, ma all'interno citavo un articolo dove anche allora Matteo Orfini tuonava su Twitter: "Poi qualcuno mi spiega che c'entra De Gennaro con Finmeccanica?".
Tuttavia, riflettendoci, sono più rincoglionito io che mi dimentico le battute di un anno prima, oppure i Matteo Orfini e tutti gli altri politici, giornalisti, funzionari di stato che, a distanza di un anno e qualcosa, parlano delle stesse cose, con le stesse parole e scandalizzandosi nello stesso modo?
E' questo il cambiamento di cui parla tanto Renzi?
Un mondo dove persino chi fa satira si avvita su se stesso ripetendo le stesse tristi battute?
Miiii, tristezza.
Haldeyde

07/04/15

Aggiungi un porno a tavola



http://www.repubblica.it/spettacoli/people/2015/04/04/foto/rocco_si_mette_all_asta_a_cena_con_lui_per_beneficenza-111224766/1/#1

Una cena con il re del porno, un K-way indossato durante l'Isola dei Famosi e i soldi devoluti in beneficenza al progetto Nuova Ambulanza Soccorso Sanitario di Croce Viola. Questa è l'ultima trovata di Rocco Siffredi reduce dall'Honduras. L'asta si tiene sul sito di Charitystars.com, parte da un euro e scade il 13 aprile. La cena è valida per due persone e sarà organizzata entro tre mesi dalla chiusura dell'asta, in base alla disponibilità del vincitore e di Rocco Siffredi. Le spese di viaggio sono a carico del compratore e non comprese nel prezzo definitivo dell'asta

Haldeyde
PS: Certo che la parola asta è piuttosto ricorrente in questo testo

06/04/15

Un Mele al giorno toglie l'elettore di sinistra di torno

Non aggiungo altro. Ai meno disinformati bastano le due parole: Cosimo Mele.
Nient'altro. Non occorre. Sarebbe come dibattere se fosse più o meno indicato inserire Ted Bundy o Darth Vader fra i rappresentanti del centrosinistra. Non si può. Punto. Basta.
E poi non ne ho voglia. Sono appena tornato dal cinema dove ho visto, insieme alle mie due donne, un film dolcissimo che mi ha davvero distillato l'anima: "La famiglia Bélier". Non mi va di togliermi di dosso questa piacevolezza sotto pelle parlando di Cosimo Mele e del PD che, apparentemente, lo sostiene nella sua ennesima corsa a sindaco di Carovigno.
Meno PD e più commedie francesi.
Haldeyde

02/04/15

01/04/15

Le mani nella merda


http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/d-amp-39-alema-tangenti-ischia/notizie/1270336.shtml

La storia la leggete sui giornali. Ormai è diventato puerile scandalizzarsi per queste cose. Sia chiaro (prima che D'Alema denunci anche me): Massimo non è indagato ed il suo nome è venuto fuori di rimbalzo da una intercettazione nella quale due manager di cooperative rosse commentavano, riferendosi rispettosamente a D'Alema "lui è uno che mette le mani nella merda, come ha fatto con noi e ci ha dato delle cose". Ovviamente non è che se due galantuomini fanno il mio nome, magari a sproposito, io debba necessariamente finire alla gogna. Tuttavia, continuo a pensare che chi stia lì debba essere integerrimo, dare l'esempio. Quindi vendere 2000 bottiglie della propria azienda vinicola alla cooperativa Concordia, nonché 500 copie del proprio libro, sicuramente non è una tangente, sicuramente non è un reato, ma sicuramente puzza di do ut des.
Certo che veniva più facile scandalizzarsi per il Rolex al figlio di Lupi: certo, lui è di destra.
Ma adesso che è Massimino a scagliarsi contro i magistrati, con la stessa virulenza che abbiamo visto soltanto in galantuomini come Berlusconi, beh, fa un certo effetto.
D'Alema: non importa che tu sia o meno onesto o tangentato. A questo punto non importa, hai già dato. Politicamente non sei più nessuno. Non hai mai rappresentato idealmente il mio essere di sinistra. Sei un'inutile rudere che costa allo Stato un sostanzioso stipendio e guardie del corpo. Sei anche immarcescibilmente spocchioso ed antipatico. 
Fai un favore a tutti ed a te stesso: fatti da parte, per davvero. Porta a spasso i tuoi cani. Senza scorta.
Haldeyde