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25/05/20
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02/04/20
America first
Noi ci lamentiamo di Salvini e di Meloni, ma in America hanno Trump, il che è molto peggio.
Questo signore, fino a pochi giorni fa, dileggiava coloro i quali lo mettevano in guardia sulla possibile pandemia di Covid-19. Ho usato la parola dileggio, ma per Trump dileggiare significa spesso offendere, schiacciare, annullare.
In seguito, con abbondante ritardo, ma in analogia con i nostri vicini francesi e tedeschi (anche loro fino all'ultimo convinti che l'epidemia fosse solo cosa nostra, un po' come la mafia) si è ravveduto, proponendo prima la quarantena, poi facendo marcia indietro (vedi scontro con il sindaco di New York, Cuomo, che si è inizialmente opposto al blocco totale perché "sarebbe stato il caos", dimostrando quantomeno scarsissime capacità divinatorie) ed infine chiusure totali. Per buona pace di chi glielo aveva detto prima e si è fatto sbeffeggiare.
Meglio tardi che mai, direte. Mi fa giusto correre un brividino sulla schiena il modo distaccato e cinico con il quale ha candidamente preparato la popolazione americana alla conta di 100.000 (chi dice addirittura 200.000) morti nelle prossime settimane.
Un buon lavoro, se rimarranno sotto i 100.000 decessi, dice. Anzi, un obiettivo, dice.
Che farà alla fine, stapperà una bottiglia di Dom Perignon per festeggiare? Manco fossero morti iracheni, o siriani, che tanto di quelli chi se ne frega...
Comunque ora e sempre "America first". Sia come numero di contagiati, sia come numero di decessi previsti.
Ed intanto, incredibilmente, Trump sale nei consensi.
America first.
Haldeyde
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