Bossi, Calderoli e i gusti di Tosi vedi
A Pian della Regina (CN), sulle falde del Monviso ed in piena campagna in vista dell'imminente congresso della Lega, i colonnelli giussaniani non perdono occasione per smerdarsi a vicenda.
Durante il suo comizio, Calderoli era intento a raccontare alla sua base di quanto tutto sommato gli fosse simpatico Berlusconi, reo solo di aver introdotto attraverso le sue televisioni commerciali nuovi stereotipi basati su creste alla Balotelli (un négher, n.d.a.) e gonne troppo corte.
A questa frase, si è prontamente inserito il fine ermeneuta Bossi, con una insinuazione appena appena sussurrata: "Ué, Roberto, io lo so che le donne ti sono sempre piaciute. Non dirmi che sei anche tu come Tosi...".
Insomma, ogni occasione è buona per dare a Tosi dello stronzo (offesa) e adesso del gay (che fra l'altro sarebbe un orientamento sessuale, paragonato ad un insulto solo nei paesi sottosviluppati come il nostro).
Insomma, Bossi è oggi lo stesso animalazzo di un tempo. Solo che, vent'anni fa, erano tutti inclini a considerarlo un fine politico e stratega. Oggi è solo una patetica macchietta.
Ma, ammetto, ogni tanto riesce a strapparmi un sorriso.
Haldeyde
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15/09/13
16/08/13
Demenza senile
Dopo gli scandali legati alla sua persona, ai suoi figli, al suo tesoriere di fiducia, Bossi, suo malgrado, ha dovuto accettare l'esilio al ruolo di secondo grado che gli ha riservato Maroni: quello di folcloristica macchietta.
L'ictus aveva già fortemente limitato la sua capacità dialettica, ma almeno gli si poteva riconoscere una certa lucidità politica, almeno fino a poco prima dello scandalo. Oggi Bossi vaga fra i vari piccoli convegni leghisti, dove pochi militanti gli tributano il meritato riconoscimento di essere il padre fondatore della Lega Nord, intrattenendolo con coccole e carezze come se fosse un vecchio cagnolone un po' malconcio. Lui accetta questi modesti bagni di folla improvvisando i soliti bracci di ferro (con quello buono), i cazzotti nelle mani e gli incomprensibili pistolotti di un'ora, dove, in preda ad un evidente stato confusionale, dice tutto ed il contrario di tutto. Tanto nessuno capisce un cazzo di quello che dice.
Tipo: "Non bisogna offendere il ministro Kyenge. La Kyenge ci ha rotto i coglioni".
Oppure: "Non dobbiamo dividerci. Tosi è uno stronzo".
Oggi è riuscito a partorire un improbabile endorsement per Marina Berlusconi, la cui straordinaria timidezza ed antipatia nascondono le incognite doti di leadership che alcuni giornalisti di destra le vorrebbero attribuire per osmosi.
Che Flavio Tosi gli stesse sulle balle è risaputo, ma preferirgli Marina Berlusconi è decisamente bizzarro.
A me Tosi piace.
(Orrore!)
Non sono d'accordo con buona parte di ciò che dice, in quanto lui è un leghista doc, fino al midollo. Ma, se io fossi in politica, mi piacerebbe avere a che fare con un avversario come lui, intransigente, ma intellettualmente corretto. Non credo sia un razzista dell'ultima ora, come si vorrebbe che fossero tutti i leghisti, e governa bene la sua città, ispirandosi anche a politiche di altre amministrazioni (per me memorabile la sua citazione di Salerno, città terronissima, come modello per la raccolta differenziata).
A me Tosi come rappresentante di una parte politica che nulla ha a che vedere con la mia, beh, piacerebbe molto di più di quella ghenga che gravita attualmente attorno a Silvio Berlusconi.
Il fatto che stia sui maroni a Bossi prova che ho ragione.
Haldeyde
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