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03/01/19
05/02/18
Macerato
Macerata: un militante di Forza Nuova, leghista dell'ultima ora, con una predilezione per il Mein Kampf, rasato come il Duce e con una specie di svastica tatuata sulla tempia, tenta una strage di immigrati sparando all'impazzata per le strade della città, ferendone sei e poi lasciandosi catturare avvolto in un tricolore.
Traduzione della Meloni: colpa della sinistra.
Traduzione di Salvini: colpa degli immigrati.
Traduzione di Renzi: colpa di Spelacchio.
Hadeyde
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19/07/15
Figura di Merkel
In genere apprezzo la franchezza nelle persone, ed Angela Merkel non è tipo da perdersi in ardite metafore e giri di parole, come quel pataccaro di Renzi od il suo predecessore basso di statura.
Certo che, alla angosciatissima ragazzina palestinese che le chiedeva rassicurazioni sul futuro di tanti giovani immigrati che come lei erano terrorizzati dal rischio espulsione dalla Germania, la Cancelliera poteva rispondere in due modi:
1 - una palla in tribuna, del tipo "non conosco la tua situazione in particolare, bambina, ma stai tranquilla che se hai i requisiti potrai restare qui da noi" e poi prendere tempo per poi con calma scoprire che la ragazza è in Germania da più di 4 anni, parla perfettamente tedesco, studia e l'attuale legge le consente di restare;
2 - dirle in faccia che la madre di Bambi è morta, trucidata dal cacciatore (vedi la dubbia clip satirica dei The Jackal) e che in sostanza di immigrati in giro per le palle non ne vogliono più.
Lei ha scelto la seconda.
Non me la sento di criticare: è fatta così. Un po' di franchezza non sta male.
Certo che c'è modo e modo.
Io sulla posizione a riguardo dell'immigrazione ho più volte palesato i miei conflitti interiori. Ritengo che la solidarietà sia un obbligo in un paese civile, ma che debba essere estesa anche, anzi prima, verso i deboli di casa nostra. Altrimenti diventa l'ennesimo conflitto fra poveri, come le recenti cronache ci confermano. Che poi non è del tutto vero, visto che il 18% degli immigrati vengono ospitati in Sicilia, senza particolari guerriglie o ribellioni dei cittadini, ed apparentemente solo nelle regioni più ricche ci si oppone con tanta violenza.
Insomma, non vedo la luce nella mia confusione ideologica. Vivo in un paese progressista da sempre, di sinistra, un gioiellino romagnolo: Bagnacavallo. Qui ospitiamo sistematicamente una quarantina di immigrati in un albergo. 35 euro al giorno, tessere telefoniche, lavanderia, vestiti. Per il periodo necessario alle pratiche di smistamento che li indirizzerà so ben io dove (rimpatriati,?in Svezia? in Italia? Boh?). Confesso la mia irritazione a vederli bighellonare per strada, mentre famiglie autoctone di cassintegrati o giovani coppie con redditi da fame stentano a trovare collocazione. E trovo un po' ipocrita questa gara di solidarietà, quando perfino qui, in una regione ricca, abbiamo anziani che razzolano nei cassonetti, o nelle cassette della verdura appassita al mercato.
Forse anch'io sto smarrendo la mia umanità. Forse mi sto salvinizzando.
Ma noi italiani, o meglio, gli italiani che ci governano, non sono in grado di gestire una equa accoglienza ed integrazione, che non si dimentichi degli ultimi italiani.
E, come sempre, chiudo l'argomento senza essere capace di proporre alcuna soluzione.
Ma con un cordiale buonanotte.
Haldeyde
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23/04/15
L'imbarazzo e l'impotenza
Ciao. Non aspettatevi che dal ristretto cilindro della mia pigrizia io tiri fuori un pippone sull'argomento strage di migranti e risvolti sociopolitici. Non ne sono all'altezza e fra l'altro è quasi mezzanotte, ho sonno e domani è una giornata pesa.
Sì, mi inorridisce che ogni tanto affondi un barcone trascinandosi centinaia di poveretti sul fondo.
Sì, mi inorridisce che al tempo di Gheddafi non vedevamo tutti questi barconi sul fondo del mare, ma sapevamo benissimo che il deserto era pieno di cadaveri di gente che a salire sul barcone non ci era arrivata. Però la nostra coscienza era un po' più pulita, perché se l'africano muore ammazzato e torturato e stuprato in Africa sono tutti cazzi degli africani, ma se affoga mentre tende le mani all'Europa allora è un tantino imbarazzante. Un po' come se la scoreggina la molli in bagno oppure ti scappa in salotto davanti agli ospiti: non è elegante.
Sì, mi inorridisce lo sciacallo Salvini, ma non ha torto quando dice che dietro a tutta questa ipocrisia c'è chi si arricchisce alle spalle dei migranti e chi se ne sbatte magari dei poveri disperati italiani da generazioni.
Sì, mi rompe un po' il cazzo anche chi tira in ballo la storia che anche noi italiani eravamo migranti: tutto vero, io perfino ho dei parenti che sono emigrati in Brasile nel dopoguerra ed hanno fatto letteralmente fortuna. Ma sono contesti differenti. Noi si andava in un continente vuoto con infinite prospettive di lavoro. Portavamo forza lavoro e know-how, anche noi trattati come vermi puzzolenti. Qui c'è un traffico di uomini, di disperati che arrivano in una Europa strapiena e bollita con il primo obbiettivo di farsi accogliere e nutrire, mica di insegnarci il neutrino. In tutto quest pochi maledetti si arricchiscono sulla loro pelle, e non solo in Africa. Lo so che sto prestando il fianco ad una infinita serie di obiezioni sul mio potenziale humus razzista, ma chi mi conosce sa anche il mio disagio ad affrontare questi argomenti con la necessaria diplomazia e distacco. Se appaio razzista, o leghista, è perché mi esprimo male. Non lo sono, anche se mi stanno sui maroni gli extracomunitari che non pagano il biglietto in treno e ti mettono i piedi sotto il naso. Così come rispetto quelli che seguono le mie stesse regole, né più né meno. Ma sto andando alla deriva.
Non si parlava di integrazione. Si parlava di come arginare il fenomeno dell'invasione clandestina. Perché è questo il problema, anche se lo nascondiamo dietro ad un velo ipocrita di necessità umanitaria. Fermiamoli a casa loro perché non possiamo permettere che muoiano affogati sotto gli occhi indifferenti dell'Europa cinica e meschina. Ma che cazzo dite? Dite Fermiamoli e basta. Così come ai tempi dell'amico Gheddafi, che li intercettava ed ammazzava per conto nostro, mentre stavamo in salotto a bere té coi pasticcini. Ma come cazzo si fa a dire a dei poveracci, che si impegnano tutti i loro averi di generazioni per affrontare un viaggio di mesi nel deserto, nel mare, umiliati, torturati, violentati, picchiati, derubati, con il solo scopo di scappare da tutta quella merda "State lì perché non possiamo permettere che rischiate di affogare". Oppure, ancora meglio, bombardarli, loro con i barconi, per il loro bene. Come si fa?
Ma la cosa che mi fa incazzare è che neanch'io so cosa sarebbe giusto fare.
Respingerli? No di certo, mica siamo dei nazisti.
Accoglierli tutti, con un grande "welcome" stampato sulla fronte? E come facciamo, con tutti i nostri pensionati che scavano nei bidoni della immondizia.
Bombardarli? Ma siamo matti?
Aiutarli a casa loro? Come?
Insomma, si è fatta una certa ora ed io ho fatto casino, come sempre mi succede quando affronto un tema troppo impegnativo dei miei quattro neuroni.
Fate finta che non abbia scritto niente e che era solo un mio sfogo.
Lo sfogo di frustrazione di uno che non sa cosa sarebbe meglio fare.
Un abbraccio.
Haldeyde
17/10/14
Frontex Plus (non è una supposta)
L'argomento immigrazione mi trova in perenne conflitto. La mia parte di sinistra ortodossa mi dice che è giusto assistere i bisognosi. Uno spiritello più destrorso mi dice che non è giusto che chi sbarca dal gommone oggi debba avere automaticamente più diritti di un cassintegrato o di un anziano italiano, ma la parte di sinistra gli dà subito del razzista. Una emanazione più centrista, quindi più algida e distaccata, mi suggerisce che è inutile fare un servizio taxi fra barconi fatiscenti che stanno colando a picco e le coste italiane, perché in questo modo si fa un favore solo agli scafisti, che avranno sempre più interesse ad alimentare il traffico clandestino.
Sono talmente preoccupato di non apparire troppo di sinistra, o troppo leghista, o troppo razzista, che non affronto l'argomento con la giusta disposizione d'animo.
Mi limito a dire che l'operazione Triton ha un nome che porta sfiga.
Haldeyde
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