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17/03/20

Squillino le trombe e trombino le squillo


La mia pigrizia è leggenda. Non solo riciclo le vignette cambiando solo i testi, ma per riassumere la storia recente di Guido Bertolaso copio ed incollo questo articolo di Marco Travaglio, come al solito impeccabile storico delle malefatte italiane.
Haldeyde

DISGUIDO BERTOLASO
di Marco Travaglio - FQ 10.03.20
"Poi c'è la farsa. Che ha molti autori. Il trio comico dei giornali di destra ogni giorno sforna nuovi copioni per un remake-cinepanettone di “Vogliamo i colonnelli”. Il Giornale: “Adesso chiudiamo anche questo governo”.. Libero: “Viaggio nel ghetto Lombardia. Umiliata la prima regione d’Italia”. La Verità: “Pieni poteri. Un commissario contro i danni del governo”. Poi c’è l’Innominabile che, quando si tratta di dire una fesseria, non si tira mai indietro. Non sapendo più come farsi notare, fallito anche l’astuto tentativo di sbancare gli ascolti in un programma di gossip (0,36% di share), aveva pensato di tornare in prima pagina spacciandosi per contagiato, ma anche lì l’han fregato Zingaretti, Cirio e persino Porro. Così, aguzzando l’ingegno, ha avuto un’idea geniale, peraltro copiata dal suo spirito guida B. che la tirava fuori a ogni emergenza nazionale, internazionale e rionale: richiamare in servizio Guido Bertolaso, una vecchia gloria (si fa per dire) talmente bollita che già quattro anni fa era stata scartata persino dal centrodestra come candidato sindaco di Roma.
L’ideona è subito piaciuta a Belpietro (“Ci vuole un decisore come Bertolaso”) e a Farina-Betulla (“Ridateci Bertolaso. L’uomo delle emergenze è quello che ci vuole. Ma esige carta bianca”. Cioè: detta pure le condizioni). Il Corriere svela che il suo nome è stato fatto a Mattarella da Renzi, Salvini e Gianni Letta, per dire la serietà della proposta. In fondo è “il medico che ha diretto la Protezione civile e gestito le grandi emergenze del Paese, dai rifiuti ai terremoti”. Già, ma qualcuno s’è dimenticato come: essendo stato assolto nei processi, è passata la fake news che abbia fatto tutto a regola d’arte. Come se bastasse non commettere reati, o non farsi scoprire, per essere un fenomeno. Chi era il commissario straordinario ai rifiuti in Campania quando la munnezza superava il Maschio Angioino, nominato da Prodi, poi fuggito per palese fallimento e richiamato da B. con una maleodorante scia di scandali e arresti? Bertolaso. 
Chi era il commissario straordinario al G8 del 2009 che buttò 400 milioni in inutili grandi opere alla Maddalena, per poi traslocare l’evento in extremis a L’Aquila appena terremotata, lasciando nell’isola cattedrali nel deserto in preda alle sterpaglie e buchi stratosferici nelle casse dello Stato? Bertolaso. Chi nominò “soggetti attuatori” di quegli appalti senza gara i famigerati Angelo Balducci e Fabio De Santis, che si rivolsero alla solita cricca di compari imprenditori e furono condannati in Cassazione a 3 anni e 8 mesi a testa per corruzione? Bertolaso. 
Chi era pappa e ciccia con l’imprenditore Diego Anemone, asso pigliatutto degli appalti, che gli riservava in esclusiva il Salaria Sport Village per indimenticabili “massaggi” da “vedere le stelle” a opera di un’apposita brasiliana? Bertolaso.
Chi era il capo della Protezione civile che rassicurò gli aquilani (“non c’è nessun allarme in corso”) dopo quattro mesi di sciame sismico, portando pure la Commissione Grandi Rischi a fare passerella, come confessò lui stesso al telefono con una funzionaria (“Vengono i luminari, è più un’operazione mediatica, loro diranno: è una situazione normale, non ci sarà mai la scossa che fa male”) e inducendo molti a tornare a casa proprio alla vigilia della scossa letale del 6 aprile 2009 che fece 309 morti? Bertolaso. 
Chi promise l’immediata ricostruzione dell’Aquila, che 11 anni dopo è ancora quasi tutta a terra? Bertolaso.
 Chi dichiarò chiusa l’emergenza terremoto in Abruzzo il 24 luglio 2010, quando ancora 30 mila abruzzesi erano sfollati negli alberghi? Bertolaso. 
Chi, nello stesso anno, sulle ali di cotanti successi, si aviotrasportò ad Haiti per fare l’umarell nell’isola caraibica devastata dal sisma e insegnare agli americani come si gestiscono le emergenze, attaccando Barack Obama e Hillary Clinton per l’“organizzazione patetica dei soccorsi e i troppi show in tv” (lui, così schivo) e finendo sbertucciato in mondovisione dalla Clinton come “uno che il lunedì fa polemiche al bar sulle partite di football”, prima del rimpatrio col foglio di via? Bertolaso. Ora voi capite bene l’urgenza di affidare il coronavirus a uno così. Piuttosto che Disguido Bertolaso, meglio la massaggiatrice."

11/02/20

A proposito di cazzari


E' un frenetico testa a testa fra due campioni assoluti dell'arte del cazzaresimo. Per pura coincidenza, hanno anche lo stesso nome. Oh, quanto vorrei avere la voglia e la velocità per trasformare in vignetta tutto quello che dicono: non ci sarebbe neppure bisogno di scervellarsi per trovare la battuta. Basta la narrazione. La cronaca supera la satira in divertimento ed ironia.
Da un lato, il Cazzaro Verde, fra una merendina ed una evocazione alla memoria delle foibe (che suona un tantino neofascista), che dopo aver twittato decine di messaggi del tipo "Processatemi", "Processerete me e milioni di italiani", "Mi processano perché ho difeso la mia terra, ma io sono qui, non ho paura", "Non vedo l'ora che mi processino", e via discorrendo, oggi invece appare un tantino più possibilista a far votare in Senato ai suoi la non autorizzazione a procedere nei suoi confronti. Eh, l'immunità, che pesante fardello da gestire. E la sciocca coerenza, quale inutile accessorio.
Poi il Cazzaro Rosé, l'assassino della sinistra, il campione di sconfitte, il prototipo della balla sostenibile, il demiurgo della sbruffonaggine, il Gilgamesh dell'antipatia, il master della cafonaggine, il cliché dell'opportunismo, l'asso della contraddizione, il Nabucodonosor della menzogna.
Questo soggetto prima si abbuffa di popcorn, bloccando un accordo quasi siglato fra PD e M5S che ha aperto alla sciagurata ascesa della Lega, ammazzando così il M5S dopo aver ammazzato il PD. Poi, a danni fatti, decide di aprire ad un governo giallo-rosa, ma appena avviato si stacca dal PD e fa nascere Italia Viva, ovvero Forza Italia 2, ma con deputati e senatori che erano stati votati nel PD. Una bella mossa. Adesso, che i sondaggi lo vedono ballare attorno al 4%, si rende conto di dover restare al governo, ma non può sottrarsi all'impulso di spaccare i maroni a tutti i compagni di coalizione. Su tutto ciò sul quale M5S, PD e LeU alla fine riescono a trovare una pragmatica quadra, IV ha da dire la sua. Vedi rinvio della prescrizione: con quale faccia si può bloccare un provvedimento come quello di Bonafede, già abbondantemente riarrangiato sulla base delle "diverse sensibilità"? Proprio Renzi che, come tutti quando il nemico era l'arciprescritto Berlusconi, tuonava contro la prescrizione e la chiusura dei processi ottenuta sempre da chi può permettersi di farsi rinviare ed allungare.
Insomma, trovo deprecabile lui ed il suo partitino. Al suo confronto, quell'asso di insopportabile saccenteria ed antipatia che è Calenda sembra un Cavour.
Se non fosse che andare alle elezioni vorrebbe dire consegnare l'italia ai fascisti ed ai razzisti, mi piacerebbe proprio votare per vedere IV sciogliersi in una pozzangherina di voti striminziti e vedere sparire dal Parlamento tutti i Renzi, Rosato, Boschi, ché non se ne può più.
Fine dello sfogo.
Haldeyde

03/02/20

Sbalordimento


Quello che penso di Renzi è descritto talmente bene nel libro di Andrea Scanzi "Renzusconi", che dovrei mandarvi in libreria e farvelo leggere perché voi capiate con le parole precise ciò che io non riesco neppure ad esprimere.
Una delle cose che mi ha colpito nel libro di Scanzi è la sua convinzione, che oggi faccio mia, che Berlusconi non fosse peggio di Renzi, in quanto sempre (diciamo quasi) coerente con se stesso e ciò che diceva. Al contrario, Renzi ha detto tutto di tutto ed il contrario di tutto.
Il primo, per quanto pericoloso per la democrazia, ha sempre portato avanti le sue idee. Discutibili, per carità, ma almeno i principi base non li ha mai stravolti.
Il secondo, molto più subdolamente, ha agito da cavallo i troia per distruggere tutto ciò che ha toccato.
Io Renzi lo detesto perché mi ha fregato. Mi ha illuso e poi inchiappettato. Berlusconi no. Lui è sempre stato coerente con se stesso.
Io almeno faccio autocritica da tempo: sono stato coglione e l'ho sempre ammesso.
Buona serata.
Haldeyde

19/01/20

la versione low cost del gigante


Prima che le commemorazioni per il ventennale della morte di Craxi lo trasformino in un santo, facciamo un passettino indietro con la memoria.
Haldeyde

13/12/19

Distillato di prime uve


Diciamo che se a qualcuno fosse rimasto qualche residuo atomo di dubbio su Renzi, ecco, adesso dovrebbe averlo sciolto.
Haldeyde

02/12/19

Forza Viva


Che Renzi voglia sorpassare a destra Forza Italia non è mai stato un mistero.
Ma che oggi sciorini lo stesso repertorio del Berlusconi di qualche anno fa è veramente da plagio.
Haldeyde

23/11/19

Zagabria, mon amour


Caro Silvio.
Parlare male dei comunisti a Zagabria porta sfiga.
Succede che poi cadi dal palco e di fai un grosso ematoma.
Comunque auguri di pronta guarigione: questa Italia ha ancora bisogno di te.
Haldeyde

18/01/18

Filantropo della patata


Con più di 500 cambi di casacca nell'ultima legislatura, la casa chiusa da riaprire è proprio il Parlamento.
Haldeyde

13/02/16

Uteri in affitto e loro locatari


No alle donne bancomat! Strilla Daniela Santanché, criticando legittimamente (nei contenuti, ma non nei modi spicci che la contraddistinguono) quella parte della legge Cirinnà dedicata alla fecondazione assistita. Okay, sorvoliamo sul fatto che è la stessa persona che ha dichiarato che le Olgettine fossero nulla di più che brave ed oneste ragazze bisognose, nonché la medesima che ha giurato in Parlamento che Ruby Rubacuori fosse nientemeno che la nipotina di Mubarak (con una perdonabile attitudine alla fellatio a pagamento).
Ma noi a Daniela perdoniamo tutto.
Haldeyde

18/10/15

Mezzani e mezzi di trasporto


Oggi al bar affrontavo una discussione politica accesa, ma corretta, con uno dei miei soliti compagni di colazione. Il mio amico, un signore decisamente over sixty, abbastanza somigliante a Robert Redford, con un passato di vita avventurosa, un lavoro a stretto contatto con le categorie deboli ed una tradizione famigliare di stampo comunista (ma come può essere comunista un comunista romagnolo, cioè rossissimo), mi spiegava la sua disillusione nei confronti di una sinistra che, endemicamente, sembra nata per farsi male da sola.
Ovviamente io ero d'accordo quasi su tutto, eccetto la piega che hanno preso le nostre rispettive disillusioni.
Lui, costretto a presentarsi davanti ai probiviri di partito per aver criticato pubblicamente gli allora diessini locali (che professavano discorsi di sinistra, ma intanto sputtanavano i soldi dei contribuenti in mignotte), è stato allontanato dal partito e da allora teorizza l'ineluttabilità del compromesso, ovvero, che non si possono fare le riforme necessarie se non ti metti d'accordo anche con gli altri. E quindi sostiene Renzi e le sue aperture a destra, visto che i talebani dell'M5S non vogliono fare da sponda a nessuno.
Io, con un passato molto meno avventuroso e di sostanziale distanza dalla politica vissuta e non solo letta, la mia disillusione la vivo con una brama utopistica di coerenza. Quella brama che mi ha spinto a dare credito prima a Veltroni, poi a Di Pietro, poi ai grillini, poi a Renzi, con il disperato desiderio di vedere qualcuno che trasformasse la politica, da quel truogolo che è sempre stata negli ultimi decenni, in qualcosa di più nobile ed onesto. Viste le promesse non mantenute e le riforme che fanno felice solo Alfano, devo dire che io, Renzi, invece non lo sostengo più.
Il mio amico, da parte sua, spera che, a forza di compromessi che io reputo destroidi e lui solo necessari, Renzi alle prossime elezioni possa aver convinto tutta la fascia cosiddetta moderata, che va dal centrosinistra, alla ex-democrazia cristiana, passando per gli ex-craxiani, i forzisti ex berlusconiani ed i leghisti moderati ed aver una maggioranza tale da poter finalmente dire "OK, adesso giù la maschera! Siamo di sinistra e adesso parliamo di fasce deboli, diritti sul lavoro, lotta alla corruzione, coppie di fatto, scuola pubblica, dignità e fanculo gli F35!".
Io,purtroppo, credo che lui sia solo un nuovo Craxi. Tant'è che quando è a Roma pernotta all'Hotel Raphael, noto per la pioggia di monetine addosso all'ex-latitante Bettino.

Spero tanto che abbia ragione il mio amico.
Haldeyde