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16/10/14

Adotta un povero miliardario


Povero Luca, abbandonato come un cane sull'autostrada dell'insuccesso....
Devo dire che ho sempre apprezzato la signorilità e la cortesia di questo signore, che avrebbe potuto manifestare un contegno assai più sprezzante in tante occasioni, mentre invece ha sempre mantenuto un profilo corretto e scevro da ogni superflua arroganza.
Era riuscito a farsi sbattere fuori da Marchionne con la sua consueta eleganza, senza polemica, quasi facendola apparire una sua decisione, all'alba di un futuro di nuove sfide e decisioni (vedi la presunta presidenza di Alitalia).
Poi, è arrivata la sua ultima dichiarazione a Porta a Porta: "Mi aspettavo un grazie dalla famiglia Agnelli".
Ecco, Luca, capisco la sua delusione e le assicuro che gli Agnelli stanno sui maroni anche a me, ma non si dimentichi che fra quei 27 milioni di Euro di buonuscita, più il sontuoso stipendio che lei ha percepito per anni, c'erano un bel po' di posti di lavoro tagliati e casse integrazioni pagate dallo Stato, di cui faccio parte anch'io.
Capisco che il mio personale "grazie" per le soddisfazioni che ho avuto nel veder vincere la mia amata Ferrari, vittorie che in parte portano anche la sua firma, possa non avere lo stesso sapore di quello degli Agnelli. Ma si potrà consolare con i milioni che anch'io, nel mio piccolo, indirettamente, ho contribuito a versarle. 
Haldeyde

PS: lasci stare Alitalia. E' un pacco.

12/09/14

Quando Alonso si toccò i maroni

Come dice il mio amico Tomas, la cosa più incredibile è che dei due se ne è andato il più simpatico. E Luca Cordero di Montezemolo non era certo mister simpatia, anche se gli va riconosciuto un aplomb inglese ed una certa forma di spontaneo rispetto nei confronti del prossimo. 
Doti che Marchionne non ha e che non avrà mai.
Vedere un manager (strapagato per far colare a picco l'industria automobilistica italiana e mettere a spasso decine di migliaia di lavoratori) che fa la ramanzina ad uno come Montezemolo che, bene o male, ha un pedigree di vittorie in Ferrari che chiunque altro se le sognerebbe, ecco, mi da l'idea del paese di merda in cui viviamo.
Marchionne che bolla come "assurde" le ipotesi di una americanizzazione della Ferrari, di fatto ne decreta la futura americanizzazione. Matematico. Perché Marchionne, come Berlusconi, è un bugiardo cronico, uno che mente con l'automatismo di un cuore che batte. Magari a volte anche inconsapevolmente, perché dall'alto del suo Empireo lui può permettersi di dire alla plebaglia quello che cazzo vuole, fregandosene della coerenza.
Marchionne, quello che difendeva l'italianità della Panda, salvo poi spostare la sede legale della Fiat in Olanda e quella fiscale in Inghilterra, quello che paga le tasse in Svizzera, è lo stesso Marchionne che oggi assicura che la Ferrari è nata e morirà italiana. Certo, ed io mi fido come di un Mamba nero che mi dice: "tranquillo, non ti mordo".
A Marchionne frega della Fiat come della Ferrari e dei suoi lavoratori: una beneamata minchia. Lui deve rispondere agli azionisti, che continuano ad essere molto contenti di lui, perché, mentre la Fiat scompare e perde quote di mercato e modelli, loro incamerano dividendi spaventosi. E' la Borsa, bellezza!
Quando dice che la Ferrari morirà italiana è perchè si tratta solo una questione di tempo. Magari, come la Fiat, cambierà nome prima di morire italiana e diventare straniera. La prima è mutata in
FCA - Fiat Chrysler Automobiles. 
Magari la seconda, con sede fiscale ad Antigua, sarà
FGA - Ferrari Gorgeous Automotive, sede legale Detroit, oppure
MRDA - Maranello Remember Divine Automobile, sede fiscale Lussemburgo, oppure
STRNZO - Super Truck Remote Nationality Zio Obama, sede legale Washington DC....
Giusto per fare delle ipotesi.
Ci resterà giusto l'italianità dei tortellini.
Ah, no. Anche quelli sputtanati da Renzi.
Haldeyde