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24/08/17

500 litri di acetone ed un camion di batuffoli


Volevano far saltare in aria la Sagrada Familia o sciogliere lo smalto a tutto l'Occidente?
Faccio seguito al mio post di ieri, perché una risata seppellirà quei fanatici mentecatti.
Haldeyde

23/08/17

Possiamo stare tranquilli


Ciao caro blog, mi rifaccio vivo dopo mesi, con la stessa scarsa ispirazione.
Saranno i 50 anni da poco compiuti, sarà che ho riscoperto il piacere di leggere (e tanto), sarà che quando ci sono troppe fonti di ispirazione uno poi si sente soverchiato (un po' come un attacco di sindrome di Stendhal, che ti paralizza e fa svenire perché davvero c'è troppa troppa roba), ma davvero ho poca voglia di maneggiare il mio blog. Che giustamente vaga in un mare di indifferenza.
Ma intanto è sempre lì, metti che mi torni la voglia di disegnare, invece di riciclare le stesse vignette. Metti che mi venga qualcosa di interessante da comunicare. Cosa peraltro rara, intendiamoci!

Comunque non è l'avvenimento in sé, ma l'atarassia con la quale lo sto vivendo che merita una considerazione. E visto che il fraintendimento è dietro l'angolo, cercherò di maneggiare l'argomento con la massima cautela. Ovviamente sto parlando della strage di Barcellona e delle ragioni, ancora non chiare, per le quali sto vivendo le notizie con fastidio più che con dolore e solidarietà.
Ovviamente cordoglio per le vittime, non solo quelle italiane, mi sembra il minimo della vita ed è talmente ovvio che possiamo andare oltre, a costo di sembrare insensibile.
Non solo è l'ennesimo attentato, che porta vittime e dolore, ma è sempre lo stesso stomachevole copione:
uno od un gruppo di invasati fa strage di turisti in una località dell'"Occidente" e
- tutti a puntare il dito contro il fondamentalismo dell'Islam, come se tutti i toscani fossero grulli perché Renzi è toscano (è la prima similitudine che mi è venuta in mente;
- tutti a dibattere se sia sensato accogliere i migranti o respingerli (visto che in mezzo potrebbero esserci i terroristi dell'Isis), salvo poi dimenticare che la maggioranza di essi sono Nigeriani, Ivoriani e cinesi cattolici che l'Isis non sanno manco cosa sia;
- tutti a parlare di cellule terroristiche organizzate, quando si tratta quasi sempre di creduloni invasati, a Barcellona erano un gruppo di giovanissimi, che non possono procurarsi armi e quindi assaltano con furgoni, camion o coltelli da cucina;
- tutti a scrivere dediche, poesie, "jesuisqui, jesuislà", "non abbiamo paura" e a mettere bandiere nei profili di facebook, inglesi, francesi, spagnole, ma TUTTI a sbattersene le palle se l'Isis fa strage in Siria, Iraq, Turchia o Africa, tanto chi se ne frega se si ammazzano fra di loro, vero? 
- 95% delle vittime dell'Isis è di religione musulmana, ma se un bimbominchia deficiente fa strage a casa nostra tutti ad aspettarci le scuse delle comunità musulmane e la loro presa di posizione contro il terrorismo, come se, prima di andare a messa, la nonnina cattolica dovesse sempre prendere posizione contro le Crociate.
Ho la nausea di tutto questo circo, non ho più voglia di ascoltare certa gente.

Inclusione, integrazione sono le uniche armi di difesa contro il fanatismo degli immigrati di terza generazione, che vengono spesso isolati e concentrati ai margini della società.
Dialogo, apertura, fra paesi di religione diversa, per ridurre le distanze e favorire la comprensione reciproca. E scoprire che un cattolico ed un musulmano sono più simili che differenti. E che nel Corano si parla con rispetto di Cristo e della Madonna.
Pace, e non missili, altrimenti puoi essere l'uomo più pacifico del mondo, ma se una bomba intelligente ti spazza via la casa e stermina la tua famiglia, perché dicono che ti stanno portando la democrazia, allora ti si chiude la vena e puoi commettere una pazzia.

Non dovrebbe essere difficile e invece è impossibile.
E allora a me viene su lo schifo e non riesco a mettere la bandierina sul mio profilo.
Haldeyde

25/03/16

Bruxelles


Dico solo che nello stesso momento ero in viaggio per lavoro, fortunatamente (per me) su altri aeroporti.
Haldeyde

23/12/15

Mimetismi


Bisogna ammetterlo: anche noi abbiamo un grande leader carismatico: se non per quello che dice o per quello che fa, almeno per come si presenta.
Calzettini azzurri a parte, quel suo fare un po' mascalzone col quale si destreggia fra blue jeans strappati, giubbottini alla Fonzie e mimetica militare, disegna la personalità, se non di un illuminato statista, almeno di un grande paraculo.
La mimetica è d'obbligo, se vai in Libano a farti dei selfie con i militari, raccontando loro che non sono lì soltanto per garantire la pace, ma per avere un ruolo sempre più attivo contro l'integralismo di matrice Isis. Lo chiede l'America, mica cazzi.
Non so sinceramente se quella mimetica lo mimetizzerebbe in un deserto od in mezzo ad una macchia di vegetazione un po' bassa. Forse sì.
Ma nemmeno quella potrebbe continuare a mimetizzare un democristiano in mezzo a gente di sinistra. Tuttavia, oggi non ha più bisogno di mimetizzarsi: è un democristiano in mezzo a nuovi democristiani. Peggio: democristiani senza il senso dello stato che gente come De Gasperi, almeno, aveva nel DNA.
Oggi il PD è una roba che si fa sostenere da gente come Verdini, che nella sua corrente, Ala, sta accogliendo il peggio del peggio, da Sandro Bondi, il cantore di Silvio, e signora, fino a Renata Polverini, alla quale hanno dovuto abbassare il saluto nazista a martellate, per farla sembrare un po' meno di destra.
In Spagna hanno Podemos.
Noi, speramos.
Haldeyde

07/12/15

E mo' con chi ci alleiamo?


Succede, quando il nemico è creato a tavolino.
Nel 2003 tocco' al povero, si fa per dire, Saddam diventare il capro espiatorio della Pearl Harbour del nuovo millennio. Bisognava creare un cattivissimo affinché i nuovi supereroi potessero sparare tutti i loro superpoteri. Il baffuto dittatore si prestava perfettamente al ruolo, primo perché stava sui maroni a tutti, secondo perché lo aveva già recitato perfettamente durante il primo Desert Storm. Non è una congettura, la mia, di un amante dei complotti. L'ha ammesso pubblicamente Tony Blair, uno dei magnifici bombardatori: "Ci siamo inventati un arsenale atomico in Iraq che non esisteva, per poter attaccare Saddam".
Adesso è il turno della guerra di Hollande, ancora frastornato dalla pochezza della sua politica socialdemocratica (che di socialdemocratico ha solo l'imponente aumento delle tasse): deve riacquistare consensi, altrimenti, come abbiamo appena visto stamane, la Le Pen diventerà il nuovo Presidente della Repubblica Francese. Et voilà il nuovo supercattivo: l'Isis.
Ma chi è l'Isis? Io non lo so, ma ho un'idea di cosa NON è.
NON sono quattro straccioni che si sono trovati ed hanno deciso di fare casino. Quattro straccioni non hanno un esercito capace di vincere vere e proprie battaglie di terra. Sono superarmati e le armi non se le costruiscono con la sabbia e i datteri, ma gliele vende l'occidente. Cioè anche noi.
NON sono veri credenti musulmani. L'Islam è una religione che, come il cristianesimo, professa pace, amore e rispetto per la vita umana. Uno può pensarla come vuole, può essere leghista, può legittimamente essere infastidito dalla convivenza forzata o dall'eccessivo permissivismo della nostra società, ma un conto è il disagio legato alla mancanza di integrazione ed un conto è la religione.
NON sono improvvisati. Anzi, denotano una grandissima cultura e conoscenza del marketing, di internet e di ciò che ha immediata presa mediatica. Hanno non a caso preso il controllo di importanti aree petrolifere, dalle quali ottengono una importante fonte di reddito, quindi soldi, quindi armi. 
Che siano i Sauditi, o l'Occidente a darglieli, comunque qualcuno glieli da. Soldi ed armi.
Armi che vendiamo ed armi che scarichiamo sulla testa dei civili inermi, in proporzione molto maggiore di quelle che scaricano loro addosso a noi, gli occidentali, quando organizzano un attentato.
Io non so, sinceramente, di chi devo avere più paura.
Di sicuro, non mi è assolutamente chiaro chi sia il buono e chi sia il cattivo.
Forse sono tutti un po' stronzi.
Forse siamo tutti un po' stronzi.

Haldeyde

25/11/15

Vuoto di scambio


Quanto abbiamo preso per i fondelli Berlusconi quando prometteva le dentiere agli anziani o l'acquisto di Ronaldinho prima delle elezioni!
Adesso la corruzione pre-elettorale parte da sinistra. O meglio, da Renzi (che non è di sinistra, beninteso), che rispolvera il vecchio adagio degli 80 euro anche alle forze dell'ordine (per investire in sicurezza). E, siccome per un euro investito in sicurezza ce ne vuole mettere uno investito in cultura, che cosa si inventa?
Soldi per preservare i beni culturali?
Soldi per ripristinare gli insegnanti di sostegno che aveva tolto?
Soldi per tenere aperti i musei nei giorni festivi ed in orari in linea con gli standard dei paesi con un certo grado di sviluppo?
No, troppo facile.
500 euro a tutti i diciottenni, da investire in concerti e cinema, magari spediti a casa insieme alla tessera elettorale nuova di zecca. Così magari si ricordano, alle prossime elezioni, di dare il voto al PD e non a quei fricchettoni del M5S.
Non è vero che Renzi copia da Berlusconi.
Lui è già oltre Berlusconi.
Haldeyde

24/11/15

Ansia da Alfano

Secondo tentativo con la tavoletta grafica. Prima o poi mi abituerò a disegnare guardando a mezzo metro dalla penna...
Haldeyde

15/11/15

Mai in pace


E' un argomento troppo grosso per essere trattato in poche righe. Impossibile condensare in poche parole la mia perenne confusione di fronte a questo genere di tragedie.
Però è sempre il risultato finale ad essere garantito: partono gli aerei, si sparano i missili. 
E si aggiungono morti innocenti a morti innocenti. Innocenti erano  e sono i morti ed i feriti dei vari attentati a Parigi. Innocenti saranno i civili di Raqqa che sono sotto i bombardamenti francesi in questo momento. Sì, perché a Raqqa non c'è solo l'Isis: ci sono anche gli abitanti che si sono dovuti convertire a forza per non essere trucidati dagli uomini del califfato, e che adesso si pigliano pure le bombe destinate a loro. Il risultato, dicevo è sempre quello, che si chiami Bataclan, stazione di Madrid, Twin Towers, Pearl Harbour: si entra in guerra e si ammazzano soprattutto i civili.
L'onda emotiva è sempre fortissima quando la strage colpisce noi occidentali a casa nostra. E' comprensibile. Se Boko Haram ammazza 2000 studenti è più facile scrollare le spalle: tanto sono là, in Africa, tanto sono neri. Ma quando ci sparano in casa le cose cambiano e diventa più facile odiare il nemico.
Il mio problema è che non ho capito bene chi sia davvero il nemico, così come non l'avevo capito l'11 settembre 2001. Per voi è sempre così chiaro? Per me no. Allora crollarono le due torri ed il giorno dopo ci venne servito a tavola il nuovo nemico, Bin Laden, che fino al giorno prima non sapevamo manco chi fosse. Poi è toccato a Saddam, poi a Gheddafi. Oggi tocca al califfato, ma il risultato è sempre che americani, francesi ed  i loro alleati, fra i quali noi, si armano e partono per bombardare qualche territorio ricco di petrolio.
Perché, ragazzi, io non ci credo alla storia della guerra di religioni. I musulmani mica amano la violenza, e mica ci odiano se non andiamo sempre ad esportare a casa loro la democrazia come la intendiamo noi in occidente. Sarà complessa la convivenza, ci saranno varie forme di integralismo, ma alla storiella della crociata alla rovescia, che tanto piaceva alla Fallaci, io non ci voglio credere.
Però, come sempre, non ho risposte certe, non ho soluzioni.
Dedico un pensiero alle vittime del terrorismo.
Ed alle prossime vittime di guerra.
Haldeyde

27/05/15

La soluzione per salvare Pompei dalla rovina


Il mondo era in tremebonda attesa che i feroci sgozzatori dell'IS conquistassero Palmira, la meraviglia siriana, patrimonio dell'Umanità. Tutti colmi di sdegno che i feroci assassini del Califfato minacciassero le meravigliose colonne dei uno dei siti archeologici meglio conservati al mondo. Qualcuno ha ipotizzato di assalirli con le truppe di terra, altri con l'atomica. 
Anch'io sono addolorato che la furia iconoclasta di questi invasati distrugga reperti di incalcolabile valore storico ed archeologico e possa non arrestarsi a Palmira. Diciamo però che sono un po' più affezionato agli esseri umani che ai sassi, per quanto patrimonio dell'Unesco, e che quindi avrei giustificato una maggiore attenzione mediatica ed una doverosa condanna verso le decapitazioni di massa piuttosto che alle martellate inflitte alle statue.
Comunque, come dice il nuovo bellissimo personaggio nemesi di Dylan Dog, il cattivissimo John Ghost, "la gente si indigna per una cosa alla volta". Così, mentre nel fumetto John Ghost distrae l'opinione pubblica grazie all'uccisione di una mamma orsa (vedi la nostra italica Daniza) ed intanto copre l'agghiacciante serie di omicidi indotti dai suoi telefonini di ultima generazione, intanto il mondo parla di archeologia ed intanto ci troviamo l'IS davanti al campanello.
Nel frattempo, il Califfato ha conquistato Palmira, a scapito di centinaia di morti e decapitati, e diffonde un filmato dove un guerriero in nero passeggia sullo sfondo di un meraviglioso colonnato ancora intatto.
Come a dire: visto? Se ci va distruggiamo, se non ci va no. Magari stavolta no.
Come a dire: facciamo il confronto con Pompei: peggio noi od i vostri ministri dei beni culturali?
Haldeyde

21/01/15

Speriamo sia una bufala


La notizia dei 13 ragazzini trucidati dall'Isis a Mosul perché avevano guardato alla televisione la partita Iraq-Giordania è girata ieri sui giornali, telegiornali e social networks, ma, a onor del vero, non è stata ancora confermata da fonti indipendenti.
Speriamo sia l'ennesima bufala, davvero.
Nel frattempo, Onorevole Gasparri si astenga dal twittare cazzate.
Haldeyde

18/01/15

Non ho un'opinione netta


Lo dico subito: non mi sono ancora fatto un'idea chiara su questa storia. 
Non che io sia un cuor di leone delle posizioni impopolari, data la mia pavida tendenza a posizioni prudenzialmente equidistanti. Questo è uno di quei casi dove mi sento di dare ragione e torto a molti.
Io non so la storia delle due cooperanti. 
Istintivamente sposo la posizione del ministro Gentiloni quando dice che chi si adopera per il volontariato fa comunque una cosa bella, incoscienza od imprudenza a parte. Quindi, se presupponiamo che le due ragazze siano andate in Siria per portare un progetto di aiuto ai bambini siriani, come si può essere così miserabili da attaccare due ventenni che, invece di farsi di crack in discoteca, immolano la loro esistenza per portar sollievo a chi è più sfortunato di noi?
D'altra parte ci sono cronisti che riescono a confezionare una storia completamente differente, dove le due finte verginelle appaiono in realtà essere simpatizzanti del terrorismo islamico, addirittura fidanzate con alcuni di questi giovani terroristi siriani. Perfino delle infiltrate. Allego un link, interessante per chi ha già una posizione istintivamente contraria alle due cooperanti, anche se mi sembra un po' troppo per due ragazzine e sicuramente un po' di parte.

Insomma, se leggiamo l'articolo qui sopra sembrerebbe che Greta e Vanessa fossero addirittura due affiliate a gruppi terroristici islamici che, pur di spassarsela con i giovani e virili assassini, con la scusa dell'aiuto umanitario andavano liberamente qua e là per la Siria. Poi il cronista insinua frequentemente il dubbio che anche il PD sia filo terrorista, e qui si smarrisce parte della credibilità del pezzo. Comunque.
Un po' troppo, diciamo, anche se una certa forma di leggerezza, se non di nebulosità, la si può riscontrare in molte di queste attività umanitarie. Certo che, se le bloccassimo tutte, tanto varrebbe smantellare anche i vari ospedali di Emergency o di Medici senza Frontiere. Allora, che fare?

Ma veniamo al vero nocciolo della questione, perché tanto, a tutti quelli che parlano in favore o contro le due ragazze, in fondo non gliene frega una sacrosanta minchia dei bimbi siriani o del volontariato in generale. 
Il vero pruriginoso dubbio è: abbiamo pagato con soldi nostri il riscatto?
Capisco, il Governo deve negare, ma di sicuro abbiamo pagato. Magari non i 12 milioni di euro strombazzati da Salvini, ma sicuramente una bella cifra. Verosimilmente fra i 6 ed i 7 milioni di euro, anche perché esiste un vero tariffario per gli ostaggi, con un valore medio di circa 3.6 milioni di dollari a testa. E non è vero che paghiamo solo noi ed i francesi. Pagano tutti. Anche gli americani. Dipende dal gruppo che rapisce (se per soldi o per decapitare in diretta) e dalle loro richieste (anche scambi di prigionieri). 
Ciò non rende però meno cruciali i miei mal di pancia.
Perché ha perfettamente ragione Salvini quando solleva la questione che, con quei soldi, i terroristi non comprano caramelle. Comprano armi, bombe, si attrezzano per uccidere e continuare a rapire. Quindi l'equazione "12 milioni di euro (o anche meno) = quanti futuri morti?" è più che mai legittima, anche se è Salvini a porla.
D'altra parte, se non avessimo pagato e magari le avessero sgozzate in diretta, scommettiamo che proprio i vari Salvini si sarebbero scagliati contro l'inadeguatezza del Governo italiano a proteggere i propri cittadini?
D'accordo, mi sta molto sui maroni pagare dei terroristi con gli stessi soldi che vengono negati alla scuola italiana od ai servizi sociali. Molto, ma molto. Ma credo anche non si potesse fare altrimenti.

Al prossimo giro, però, sarebbe d'uopo una bella raccomandazione: andate sì a fare del bene, ma in coordinamento con la Farnesina, che vi possano sempre dire "là potete andare, là invece no" e che possano sempre sapere tutto dei vostri spostamenti.
Il dibattito è aperto, se volete.
Haldeyde

12/01/15

Mo' so' tutti Charlie


Parigi capitale della libertà. Tutti adesso sono Charlie, anche chi fino a ieri censurava Sabina Guzzanti per Raiot. Tutti Charlie. Tutti. Siamo tutti Charlie. Sono tutti Charlie.
Basta che poi Charlie non se ne approfitti, però.
Intanto, giusto per smorzare un pochino i toni, Charlie Hebdo ha già annunciato che dal prossimo numero delizierà i devoti musulmani con un'altra sfilata di vignette su Maometto.
Come ho già scritto, senza nulla togliere al mio sostegno ed alla mia vicinanza alle vittime del massacro di qualche giorno fa, la libertà di espressione è sacrosanta: bisogna essere liberi di esprimersi, ma anche liberi di scegliere se, quando e come esprimersi. 
Io, personalmente, cerco se posso di non offendere nessuno.
Infatti la mia satira fa schifo.
Ma me ne frego.
Haldeyde

08/01/15

Satira è anche non prendersi troppo sul serio


L'assalto a Charlie Hebdo, concluso con la morte di 12 persone ed il ferimento di altre, è sicuramente una ferita aperta alla libertà di espressione. Unirsi ad un abbraccio virtuale alle vittime, in particolare ai redattori della rivista dai più noti, come il mitico Wolinski, a quelli meno noti, è importante, se non addirittura necessario.
Anch'io sono rimasto molto colpito, forse perché alcuni li leggevo e li correlavo immediatamente ad immagini giocose ed irridenti, non certo alla morte violenta o allo scontro fra differenti integralismi.
A mente fredda, però, mi corre l'obbligo di esprimere la mia necessità di smorzare i toni, di non farmi risucchiare da un sentimento anti-islamico, di non paragonare questi 12 morti all'11 settembre. 
Soltanto oggi, mentre sventolavano vignette-fotocopia, con matite spezzate e/o grondanti sangue, in Nigeria Boko Haran ha incendiato 16 villaggi, dove si teme abbiano ucciso duemila persone. Soltanto oggi. Quindi non pompiamo eccessivamente il nostro fremito di libertà per una strage ampiamente annunciata e prevedibile, la cui dimensione scompare se paragonata a ciò che succede in terre lontane per motivazioni simili.
Non mi metto oggi a dissertare sulla necessaria distinzione fra Islam e integralismo islamico, così come fra Cattolicesimo e crociate, o Ebraismo e coloni con bulldozer. 
Non sono così a sinistra da tollerare qualsiasi intemperanza o da pensare che si debba abbracciare chiunque, anche chi ti inchiappetta o semplicemente ti deruba impunemente perché gli è consentito di vivere clandestino e senza regole. Non mi sento neppure così a destra da volere perseguitare chi ha la pelle di un colore più ambrato della mia.
Teniamo per un attimo religione e xenofobia separate dalla satira.
La satira deve essere libera, ma dovrebbe essere libera anche di restare volontariamente nel confine del buon gusto. In questo mi sento di dire che Charlie Hebdo probabilmente ha talvolta travalicato il limite fra satira ed insulto. Lo ha fatto, ad onor del vero, con una certa par condicio fra le differenti religioni, ma non c'è dubbio che alcune vignette fossero grossolanamente offensive. Certo, non è una attenuante per una strage, ma non credo che si possa sempre arroccarsi dietro alla cosiddetta libertà di espressione. Altrimenti potremmo tranquillamente bestemmiare in Chiesa e nessuno si offenderebbe.
Insomma, "Io sono Charlie" perché amo la satira, la libertà di pensiero e di espressione e perché mi sento vicino ai 12 sventurati, ma "Io non sono Charlie" se libertà di espressione deve includere anche quella di offendere le persone in ciò che hanno di più caro, la loro fede. Anche se io non sono credente.
Haldeyde


26/09/14

Isis al Ministero dei Beni Culturali


"L'ISIS vuole distruggere la civiltà" ha profetizzato il presidente iraniano Rohani al congresso delle Nazioni Unite, cercando di smarcare l'Islam come religione dall'integralismo feroce del Califfato.
Tuttavia, in una intervista esclusiva a John il boia, la giornalista freelance Ulla Bagnasciuga è riuscita a farsi dire quali saranno i prossimi obbiettivi dell'Isis in materia di distruzione di monumenti antichi.
"L'Italia? No, per carità...", ha svelato John. "Ci sono stato in vacanza alcune volte e devo dire che sarebbe come sparare su un'ambulanza. Siamo dei crudeli decapitatori di turisti, ma a tutto c'è un limite.". Poi ha spiegato: "Noi distruggiamo i monumenti più antichi, le più sacre vestigia del passato, per fare tabula rasa della civiltà miscredente e farne concime per la crescita rigogliosa del nuovo Califfato. Ma in Italia ci avete già pensato da soli a far piazza pulita. Guardate in che stato lasciate andare i vostri monumenti più importanti, come Pompei od i vostri musei più prestigiosi. Una cosa imbarazzante. State spazzandovi il culo con il 50% del patrimonio culturale mondiale che avete concentrato in casa vostra. Cosa potremmo mai distruggere, noi dell'Isis, che non abbiate già mandato in malora voi?". Poi ha concluso: "Piuttosto, consegnateci gli ultimi vostri ministri dei Beni Culturali, così noi mandiamo qualche altro videomessaggio terrorizzante e voi vi prendete una rivincita su quegli incapaci. Un accordo win-win, un do ut des. Capisciammé".
L'intervista la potete vedere in esclusiva su Telecentro.
Haldeyde

01/09/14

Impegni improrogabili


Ammetto che si tratta di un'analisi molto superficiale.
Il Papa ha incontrato varie celebrità dello spettacolo, fra le quali anche la giovane e bella Violetta, alla Partita per la Pace, una grande festa allo Stadio Olimpico di Roma voluta dallo stesso Francesco per raccogliere fondi per opere di solidarietà e favorire, tramite lo sport, i valori fondamentali di lealtà, condivisione, fiducia, accoglienza. Come testimonial, vari campioni di oggi e del passato, di diverse fedi religiose.
Lo scopo è sacrosanto ed ammirevole.
Certo che una sua bella trasferta in Kurdistan avrebbe solleticato molto di più il mio immaginario....
Haldeyde

23/08/14

Il sesso forte, anzi crudele


Ormai da tempo abbiamo capito che il sesso forte non è quello maschile. Magari solleviamo pesi maggiori, magari siamo più pelosi (a parte una mia compagna delle medie della quale non farò il nome ...OK, si chiama Chiara), magari corriamo i 100 metri più velocemente alle Olimpiadi, oppure ci orientiamo meglio senza cartina in una città straniera. Magari parcheggiamo meglio. Anzi, senza magari.
Ma noi maschi non siamo il genere più forte. E neppure il più crudele. In questo le donne, se vogliono, ci battono di gran lunga, ci stracciano, non c'è gara.
Dovrei scrivere un trattato lunghissimo sulle raffinate tecniche di tortura mentale alle quali mi ha sottoposto mia madre fin dalla tenera età, basate sui più turpi dei ricatti morali ("Ah, non fai questo?! Ed io non ti faccio più da mangiare, non ti lavo, non ti aggiusto, non ti stiro, non ti do' la paghetta ..." e via discorrendo all'infinito), oppure sugli inverosimili confronti retorici ("Chi cucina meglio della tua mamma? Chi ti vuole bene più della tua mamma? Chi fa i tortellini meglio della tua mamma?). Roba che Guantanamo è Disneyland, al confronto. Se oggi io sono l'essere limitato e pavido che sono, lo devo a lei.
E che dire di mia moglie, donna di impareggiabile dolcezza e pazienza? Ma provate a svegliarla nei giorni festivi: fa sembrare un Grizzly tenero come Winnie the Pooh. 
Oppure arrischiatevi a non mantenere una promessa fatta a mia figlia, anche per motivi di oggettiva gravità (tipo oggi, che non siamo andati in piscina perché diluvia): il waterboarding ai detenuti di Abu Ghraib è più sopportabile della litania senza sosta alla quale può sottoporti per ore.
Le donne, ripeto, sono potenzialmente delle aguzzine raffinate e crudeli ed è per questo che non mi auguro davvero che la Jihad apra ai boia al femminile, come la candidata Kadijah Dare, cittadina britannica convertita e trasferitasi nel cuore del cosiddetto Califfato dell'IS, una giovane, poco più che ventenne, che non vede l'ora di poter giustiziare un uomo.
In fondo, un po' come qualsiasi moglie alla domenica pomeriggio durante la partita, o in fila all'outlet per quel paio di scarpe col tacco che le piacciono tanto. Sete di sangue, di rivalsa, voglia di fare del male, di arrecare sofferenza. Anche gratuita.
Per questo non hanno bisogno dell'Isis.
Haldeyde

PS: ovviamente è tutto una celia. Non fatemi del male.

22/08/14

Armiamoli e partite


Lo so che non conta nulla, ma mi corre l'obbligo di fare una precisazione. Non che la vignetta sia 'sto capolavoro, ma non vorrei essere tacciato di plagio.
Infatti, come faccio quasi sempre ultimamente, ho postato la vignetta sul mio profilo facebook la sera del 20 agosto, ovvero due giorni fa. La mattina dopo, sul Fatto Quotidiano del 21 agosto, l'editoriale di Marco Travaglio era incentrato sul medesimo argomento, con tanto di dettagliata storia sulla dotazione di armi belliche e chimiche ai mujaheddin, poi a Saddam, nonché circostanziata spiegazione su chi siano effettivamente i peshmerga curdi e di quanto sia contraddittorio additare un popolo come terrorista e poi farlo diventare amico (e viceversa), senza sapere sostanzialmente nulla di esso.
Oggi Travaglio continuava sul medesimo tema nel suo editoriale.
Siccome non credo di essere così ispirato, né tanto meno che Travaglio guardi il mio profilo su facebook, è evidente che entrambi abbiamo trattato a modo nostro il medesimo argomento, così come ben più validi analisti del sottoscritto stiano facendo nel medesimo momento. Tuttavia, postando sul blog la vignetta solo oggi, mi seccherebbe essere additato come copione dai pochi fedeli lettori.
Ecco.
Haldeyde

17/08/14

Invito al dialogo (con droni)


Vabbé, la battuta si spreca. Anche su Spinoza ce ne sono di bellissime, che giocano sull'idiosincratica stitichezza del Movimento 5 Stelle ad impostare una qualunque forma di dialogo con il PD, a partire dal povero Bersani.Tuttavia, l'articolo di Di Battista "Isis, che fare?" è stato, come spesso accade per ogni cosa detta da esponenti del M5S, riportato in modo parziale, sottolineando esclusivamente la parte negativa de messaggio, ovvero la quasi legittimazione degli attacchi kamikaze (purtroppo il terrorismo resta la sola arma violenta rimasta a chi si ribella). Ovviamente è partito il solito coro sdegnato di chi non ha voluto cogliere l'essenza del messaggio, racchiuso nella frase "Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana".Gli esponenti del M5S non sono nuovi a proferire cazzate atomiche, ultimamente, ma uno sforzo per leggerli od ascoltarli fino in fondo andrebbe fatto. Perché dovrebbe essere così scandaloso proporre il dialogo con l'Isis quando ci siamo tutti (o in maggioranza) sentiti perlomeno vicini ai palestinesi di Gaza, vittime di attacchi di ingiustificata violenza da parte di Israele? Chi non ha mai pensato, cavoli, se mi invadono, mi buttano giù la casa con i bulldozer, mi prendono la terra, l'acqua, mi chiudono al di là di un muro e poi mi bombardano, con il benestare e gli aiuti armati dell'occidente, cosa dovrei fare se non caricarmi di esplosivo e con la forza di tutta la mia disperazione restituire un po' dello stesso terrore, della stessa morte? Credo che questo fosse il senso delle parole di Di Battista (se non ritratta tutto domani dopo essere stato sgridato da Grillo).
Allora perché non provare perlomeno a capire l'attuale situazione dell'Iraq, dopo aver scardinato la dittatura laica di Saddam per una democrazia che in realtà ha distrutto tutti gli equilibri che si erano difficilmente ricomposti durante il suo "governo"? Perché invece si parla di armare i Curdi per far fare a loro il lavoro sporco e pericoloso, lo stesso che faceva Saddam quando era un amico perché fronteggiava gli iraniani?
Sono tutte situazioni difficili, ma le soluzioni sono state tutte diverse e finora tutte sbagliate. 
Se il casino scoppia dove c'è petrolio allora si manda velocemente l'esercito (Libia, Iraq). Se non c'è petrolio o si appoggiano a parole o con finanziamenti discreti i ribelli (Tunisia, Egitto e la loro primavera araba). Se c'è Israele si tifa per lui e basta altrimenti ci ripropinano i sensi di colpa della shoah. Se c'è il rischio di bisticciare con uno più grosso, si tergiversa dignitosamente (come in Siria, dove la Russia ha posto il veto all'intervento militare ed in realtà i massacri e gli esodi sono di proporzioni bibliche, ma nessuno ne parla più). Con l'Isis niente di meglio che armare i Curdi e che si scannino fra loro. 
In realtà la vera grossa pippa viene dall'Ucraina: lì sarà difficile trovare la quadra, ma alla fine la spunterà Putin, specie con l'inverno alle porte.
Bon, ho fatto un po' di casino e me ne scuso. Tutto questo per dire che, per una volta, non sono in disaccordo con quanto ha detto Di Battista.
Haldeyde