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05/09/14

D'Alema porta bene. Agli altri.


Ecco che torna Baffino, preoccupatissimo di scivolare nell'oblio. Neppure una nomina piccola piccola all'Europarlamento e, conoscendolo, l'ha sicuramente presa malissimo. 
Per mesi è stato zitto, dichiarando che faceva il pensionato che portava a spasso i cani. Poi, lestissimo, alle primarie si è affrettato a sparare reprimende e critiche su Renzi, facendogliele di fatto stravincere ed affossando le preferenze del suo candidato, Cuperlo, che a momenti si fa superare anche dal simpatico privatista Civati.
Di nuovo silenzio, poi qualche bordata sul giovane segretario-premier. E il PD di Renzi becca il 40,8% alle europee, una cifra mai vista nemmeno all'epoca di DC e PCI!
Altro periodo di calcolato distacco e silenzio, poi sceglie la Festa nazionale dell'Unità per tornare a sparare lapilli di popò sul giovane volpone, ammalato di annuncite.
Renzi ringrazia per questo ennesimo, benefico, bacio della morte. Probabilmente sta anche valutando di mandare in vacca il governo e spingere per nuove elezioni: con D'Alema che rema contro il 51% è assicurato.
Peccato che questi voti, alla fine, non andrebbero a sinistra.
Haldeyde

31/07/13

Il sorpasso a sinistra

Facile sorpassare un veicolo in panne.


Civati mi piace. E' un giovane che ragiona a metà strada fra un PD rinnovato ed un Movimento 5 Stelle, cioè quella zona dove mi sento di essere io in questo momento.
Cioé né nel PD, né intriso di Grillo e Casaleggio.
Civati però sta al confine fra la autocritica costruttiva ed il tafazzismo. Sono d'accordo quando fa presente il grande sacrificio in termini di credibilità e voti che il PD ha fatto in nome dell'alleanza con Berlusconi, ma non deve cascare nella presunta spinta innovatrice epocale di Papa Bergoglio.
Francesco è sicuramente un Papa simpatico ed empatico. Fa il segno di OK col pollice alzato e disegna cuori con le dita dal finestrino dell'elicottero. Apre ai gay, un po' ai divorziati, ma si guarda bene dal discutere del sacerdozio femminile (una porta chiusa, ha detto, dando la colpa a Giovanni Paolo II).
E' di gran lunga meglio dei precedenti, ma è sempre il Papa. Non aspettiamoci cose strane. Marketing, sicuramente, ma per un profondo rinnovamento della Chiesa ci vuole molta pazienza e Bergoglio da solo non potrà farcela (anche se mi auguro che qualcosina la faccia).
Bergoglio oggi appare sicuramente più a sinistra del PD.
Però, Civati, ci vuole poco.
Forse sarebbe meglio che non ce lo ricordassi così spesso....
Haldeyde

27/04/13

Tutto sommato...


Copio dal blog di Giuseppe Civati, un giovane e promettente esponente del PD col quale mi trovo piuttosto in sintonia (e proprio per questo a rischio di espulsione....):
http://www.ciwati.it/2013/04/26/la-famosa-linea-del-pd/


«Pensare che dopo 20 anni di guerra civile in Italia, nasca un governo Bersani-Berlusconi non ha senso. Il governissimo come è stato fatto in Germania qui non è attuabile» (Enrico Letta, 8 aprile 2013).

«I contrasti aspri tra le forze politiche rendono non idoneo un governissimo con forze politiche tradizionali» (Enrico Letta, 29 marzo 2013).

«Non sono praticabili né credibili in nessuna forma accordi di governo fra noi e la destra berlusconiana» (Pier Luigi Bersani, 6 marzo 2013)

«Il governissimo non è la risposta ai problemi» (Pier Luigi Bersani, 13 aprile 2013).

«Il governissimo predisporrebbe il calendario di giorni peggiori» (Pierluigi Bersani, 8 aprile 2013).

«Se si pensa di ovviare con maggioranze dove io dovrei stare con Berlusconi, si sbagliano. Nel caso io, e penso anche il Pd, ci riposiamo» ( Pierluigi Bersani, 2 ottobre 2012).

«In Italia non è possibile che, neppure in una situazione d’emergenza, le maggiori forze politiche del centrosinistra e del centrodestra formino un governo insieme» (Massimo D’Alema, 8 marzo 2013).

«Il Pd è unito su una proposta chiara. Noi diciamo no a ipotesi di governissimi con la destra» (Anna Finocchiaro, 5 marzo 2013).

«Fare cose non comprensibili dagli elettori non sono utili né per l’Italia né per gli italiani. Non mi pare questa la strada». (Beppe Fioroni, 25 marzo 2013).

«Non si può riproporre qui una grande coalizione come in Germania. Non ci sono le condizioni per avere in uno stesso governo Bersani, Letta, Berlusconi e Alfano» (Dario Franceschini, 23 aprile 2013).

«Sono contrario a un governo Pd-Pdl» (Andrea Orlando, 22 aprile 2013).

«Abbiamo sempre escluso le larghe intese e le ipotesi di governissimo» (Rosy Bindi, 21 aprile 2013).

«Serve un governo del cambiamento che possa dare risposta ai grandi problemi dell’Italia. Nessun governissimo Pd-Pdl» (Roberto Speranza, 8 aprile 2013).

«Non dobbiamo avere paura di confrontarci con gli altri, ma non significa fare un governo con ministri del Pd e del Pdl. La prospettiva non è una formula politicista come il governissimo, è quel governo di cambiamento di cui l’Italia ha bisogno» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«L’alternativa non può essere o voto anticipato o alleanza stretta tra Pd e Pdl» (Roberto Speranza, 7 aprile 2013).

«Lo dico con anticipo, io un’alleanza con Berlusconi non la voto» (Emanuele Fiano, 28 febbraio 2013).

«I nostri elettori non capirebbero un accordo con Berlusconi» (Ivan Scalfarotto, 28 febbraio).

«Non c’è nessun inciucio: se questa elezione fosse il preludio per un governissimo io non ci sto e non ci starebbe neanche il Pd» (Cesare Damiano, 18 aprile 2013).

«Serve un governo di cambiamento vero ed è impensabile farlo con chi in questi anni ha sempre dimostrato di avere idee opposte alle nostre» (Fausto Raciti, 14 aprile 2013).

«Un governo Pd-Pdl è inimmaginabile» (Matteo Orfini, 27 marzo 2013).