09/10/15

Fuoco amico


Che Ignazio Marino avesse un po' di vento in faccia lo si subodorava da un pezzo. 
Di sicuro lui ci ha messo una indiscutibilmente scarsa dose di empatia, per non dire una vera e propria bacchetta da rabdomante per scovare le figure di merda anche nei posti più remoti.
Farsi sfanculare perfino da un Papa che apre ai gay ed ai divorziati è un record olimpionico della figura meschina. Anche l'essere perennemente sofferto come una spina nel fianco dal proprio partito di appartenenza non è cosa che possa aiutare un sindaco che, come obbiettivo, aveva quello di risollevare una città decadente ed in mano alla malavita come Roma.
Marino non era abbastanza carismatico, ma soprattutto era troppo solo per una missione di quella portata. Tuttavia, farlo fuori in questo modo è stata una vera e propria porcata, perpetrata dai suoi stessi compagni di partito. La destra e Casa Pound possono pure festeggiare, ma devono ringraziare il fuoco amico (?) dell'alta dirigenza del centrosinistra.
Che Marino venga silurato per delle cene a spese del comune fa scappare da ridere, specie in un paese che ha avuto come ministri e consiglieri le conigliette del precedente capo del governo.
Che a crocifiggerlo, per aver portato ad una cena di rappresentanza anche sua moglie, sia proprio Matteo Renzi, uno che noleggia un Airbus A380 da 175 milioni e capienza sufficiente per 500 passeggeri per far vedere al mondo che ce l'ha più grosso di Obama, ecco, anche questo è surreale.
Marino è colpevole di essere stato troppo ottimista, o forse presuntuoso, da pretendere di farcela senza sporcarsi. Per il resto continuo a pensare che sia un uomo onesto. Antipatico, ma onesto.
Troppo per quello che è diventata Roma in questi ultimi anni.
Haldeyde

1 commento:

Alligatore ha detto...

Non ho seguito la vicenda, e non so perché se ne sia andato. Troppo a sinistra per questo partito democratico, poco democratico, molto partito (e non più tornato).