10/07/14

Errani e la sfiga di Wimbledon


Dopo la condanna ad un anno per falso ideologico, Errani rassegna le dimissioni e si difende: "Prima di tutto l'onorabilità del tennis. Per questo motivo rassegno le mie dimissioni. Ciò che subisco io non diventi fango per lo sport intero. L'avidità, mia e di Roberta, nei confronti di coppe, piatti ed argenteria varia che ci veniva consegnata alla fine dei tornei che vincevamo, può essere moralmente deprecabile, ma non è illegale. Pertanto la sentenza è sconcertante: nessuno ci aveva detto che l'argenteria di Wimbledon doveva essere restituita alla fine della premiazione".
A parte le boiate, Errani, quello Vasco, il tre volte presidente della regione Emilia Romagna, ha rassegnato dovute ed apprezzate dimissioni, che ne valorizzano l'uomo prima del politico. La giustizia chiarirà tutto, se abbia favorito legalmente o illegalmente suo fratello e la cooperativa Terremerse (fra l'altro qui vicina a casa mia). Nel frattempo, dato che è l'esempio di correttezza istituzionale che la gente oggi vuole vedere, lui ha fatto bene a chiamarsi fuori. Se è pulito rientrerà con tutti gli onori. Se no, fuori.

Sara Errani e Roberta Vinci, invece, dentro. Sempre. Regine del tennis italiano e conquistatrici nel doppio di tutti gli slam. Grazie di esistere.
Haldeyde

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